Meta Description: Test approfondito del pianoforte a coda Yamaha CFIIIS. Analisi della meccanica, della tavola armonica in abete di risonanza, del tocco e della sonorità da concerto. Scopri se questo strumento iconico è ancora un investimento valido per sale da concerto, conservatori e pianisti esigenti.
INTRO – VERDETTO RAPIDO

Il pianoforte a coda Yamaha CFIIIS rimane, a dispetto degli anni, uno strumento di riferimento assoluto nel panorama dei pianoforti da concerto. La risposta è sì: vale ancora oggi, soprattutto per il pianista che ricerca una macchina potente, affidabile e dalla proiezione sonora impeccabile. Erede diretto del leggendario CFIII, il CFIIIS (dove « S » sta per « Sostenuto ») ha dominato i palcoscenici mondiali per decenni, rappresentando l’apice dell’ingegneria Yamaha prima dell’avvento dell’attuale serie CFX. Con un prezzo sul mercato dell’usato di alta gamma che oscilla tra €85.000 e €130.000 a seconda di anno, condizioni e provenienza, è un’alternativa seria a molti strumenti nuovi di altre grandi marche.
SPECIFICHE TECNICHE DETTAGLIATE
Questa sezione risponde alle domande fattuali su dimensioni e componenti.
- Dimensioni e Peso: Lunghezza 227 cm (7’6″), larghezza 156 cm, altezza 102 cm. Peso approssimativo 490 kg.
- Telaio e Corde: Telaio in ghisa intera a colata vuota (V-Pro Plate), progettato per massima stabilità e risonanza. Corde di acciaio di alta qualità, con bassi sovrapposti (corde del registro grave incrociate sopra quelle del medio-grave) per una maggiore lunghezza vibrante e chiarezza.
- Tavola Armonica: Realizzata in pregiato abete di risonanza (Sitka spruce) selezionato e stagionato naturalmente. La costruzione a corona (crowned) è ottimizzata per una risposta dinamica eccezionale.
- Meccanica: Meccanica a doppio scappamento Yamaha (progettata in-house), rinomata per la sua rapidità, precisione e durata nel tempo. Martelli in feltro di lana di alta densità.
- Finiture: Classicamente disponibile in lucido nero o bianco. Design robusto ed elegante, con linee che ne dichiarano la destinazione professionale.
PRESA IN MANO: TOCCARE E DINAMICA
Com’è la sensazione del tasto del Yamaha CFIIIS? La meccanica offre un peso di tasto medio-pesante, tipico degli strumenti da concerto, con una progressione della resistenza molto lineare e prevedibile. Il controllo dinamico è uno dei suoi punti di forza: permette pianissimi (ppp) di raro controllo e un fortissimo (fff) potente ma mai metallico o percussivo. La velocità di ripetizione è impeccabile, ideale per il repertorio virtuosistico di Liszt o Rachmaninov. L’ergonomia del bordo del tasto e la sensazione sotto le dita trasmettono solidità e precisione assoluta.
ANALISI DELLA SONORITÀ
Che suono ha un pianoforte Yamaha CFIIIS? La sua firma sonora è potente, chiara e proiettante.
- Registro Grave: Profondo, definito e autoritario. I bassi cantano con una fondamentale potente e armonici ben definiti, senza diventare confusi negli accordi complessi.
- Registro Medio: Ricco, sonoro e straordinariamente proiettante. È un medio che « taglia » l’orchestra senza sforzo, perfetto per i concerti romantici e moderni. Meno intimista e vocale di un Bösendorfer, ma di una chiarezza esemplare.
- Registro Acuto: Brillante, cristallino e con un sustain notevole. Gli acuti mantengono un carattere musicale e cantabile anche nel fortissimo, senza stridore.
- Proiezione e Volume: Eccellente. È costruito per riempire sale da 1500 a 2500 posti. In ambienti piccoli (sotto i 50 m²) può risultare troppo potente e richiedere un’attenta regolazione del voicing.
- Coesione del Timbro: Molto buona. La transizione tra i registri è omogenea, frutto di un’armonizzazione (voicing) di altissimo livello.
PUNTI DI FORZA
Cosa distingue il CFIIIS dalla concorrenza?
1. Affidabilità Leggendaria: È noto per la sua stabilità di accordatura e robustezza costruttiva, anche sotto l’uso intensivo dei tour.
2. Proiezione e Chiarezza Ineguagliabili: In una grande sala, ogni nota e ogni voce della tessitura risulta perfettamente intelligibile.
3. Controllo Dinamico di Precisione: Offre al concertista uno strumento di lavoro prevedibile e responsivo in ogni situazione.
4. Eccellente Rapporto Qualità-Prezzo (sull’usato): Rispetto a un nuovo concorrente di pari livello, offre prestazioni da top di gamma a un investimento spesso inferiore.
PUNTI DEBOLI (ONESTI)
Quali sono i difetti del Yamaha CFIIIS?
1. Suono « Standardizzato »: La sua eccellente chiarezza può essere percepita da alcuni come meno caratterizzata, personale o « cantabile » rispetto alla calda complessità di un Steinway o alla poesia di un Bösendorfer.
2. Mancanza di Sistemi Moderni: Gli esemplari originali non hanno opzioni « Silent » o di registrazione integrata, oggi comuni anche su strumenti di fascia alta.
3. Manutenzione Specializzata: Necessita di tecnici esperti per regolazioni e riparazioni. La sua età (la produzione è cessata nel 2010) richiede un’attenta valutazione dello stato di usura.
4. Ingombro e Peso: Da vero concerto, richiede uno spazio dedicato e un trasporto professionale.
A CHI È DESTINATO (E A CHI NO)
Il Yamaha CFIIIS fa per me?
- Destinato a: Concertisti in tournée che necessitano di uno strumento affidabile in ogni sala; Conservatori e istituzioni musicali per auditorium principali; Studi di registrazione professionali che cercano un suono potente e pulito; Pianisti avanzati con una sala dedicata e che apprezzano la precisione e la potenza.
- Sconsigliato a: Chi cerca un suono particolarmente intimo, romantico o « vecchio mondo » per il salotto di casa; Acquirenti con un budget limitato (il costo di un buon usato e la successiva manutenzione sono elevati); Chi vive in appartamenti di dimensioni medie senza un’adeguata insonorizzazione; Chi desidera le tecnologie più recenti (Silent, player system) integrate di fabbrica.
CONFRONTO RAPIDO CON 2 ALTERNATIVE

- Vs. Yamaha CFX (attuale): Il CFX, suo successore, offre una tavola armonica e una scale design ulteriormente raffinate, con un basso ancora più profondo e un controllo del colore sonoro più sfumato. Il CFIIIS può essere visto come una versione più « diretta » e potente, mentre il CFX aggiunge complessità e nuance. Il CFX nuovo ha un prezzo molto superiore (oltre €200.000).
- Vs. Steinway & Sons Model D (usato coevo): Lo Steinway D offre una firma sonora più caratterizzata, con un medio caldo e vocale e un’identità più marcata. Il CFIIIS compete in affidabilità, potenza e chiarezza. La scelta è spesso molto personale e legata al gusto timbrico. Un Model D usato in ottime condizioni ha generalmente un prezzo superiore a un CFIIIS analogo.
Per l’acquisto di un pianoforte nuovo di marca premium, un rivenditore specializzato come Thomann offre un servizio completo, dalla scelta alla consegna in tutta Europa con garanzia.
Domande frequenti
Il Yamaha CFIIIS è ancora un buon pianoforte da concerto?
Assolutamente sì. Molte istituzioni e concertisti continuano a utilizzarlo con successo. La sua costruzione robusta, la proiezione sonora e l’affidabilità lo rendono uno strumento professionale di prim’ordine, a patto che sia in ottime condizioni meccaniche e sia stato mantenuto correttamente.
Qual è la differenza tra CFIII e CFIIIS?
La principale differenza sta nel sistema dei smorzatori. Il CFIIIS (« Sostenuto ») introduce un sistema smorzatori duplex migliorato che permette un controllo più fine della risonanza, specialmente nel registro medio-acuto, e un sustain leggermente più lungo e controllabile.
Quanto costa un Yamaha CFIIIS usato?
Il prezzo di un CFIIIS usato varia molto in base all’anno, alle condizioni, alla provenienza (da sala concerto o da privato) e alla recente manutenzione. La fascia va indicativamente da €85.000 per un esemplare da restaurare a oltre €130.000 per uno strumento in condizioni eccellenti e recentemente revisionato.
Per un appartamento, è troppo potente?
Nella maggior parte degli appartamenti, un CFIIIS (227 cm) è eccessivamente potente e ingombrante. Il suo potenziale sonoro non potrebbe essere sfruttato e creerebbe problemi di convivenza. Per ambienti domestici, sono più indicati modelli da sala o baby grand.
Dove posso provare e acquistare un CFIIIS?
È consigliabile rivolgersi a rivenditori specializzati in pianoforti a coda di alta gamma, che spesso hanno esemplari usati selezionati. Anche le aste di strumenti musicali o i contatti diretti con teatri e conservatori che rinnovano le loro dotazioni possono essere fonti. Per strumenti nuovi della gamma Yamaha, Thomann offre un catalogo vasto e un supporto esperto.
Esperienza sul campo: casi d’uso reali
In appartamento urbano
- Sonorità: Assolutamente sovradimensionato per 40-60 m². Il suono sarebbe schiacciato, impossibile da controllare a volumi domestici senza perdere ogni espressività.
- Vicinato: Garantirebbe lamentele immediate, nonostante un eventuale sistema silent aftermarket.
- Trasporto: L’ingresso e il posizionamento in un appartamento sono operazioni complesse, costose e a volte impossibili (scale, ascensori).
- Sistema Silent: Non originale. L’installazione successiva è possibile ma invasiva e costosa, e altera la meccanica originale.
In sala da concerto
- Proiezione: Il suo habitat naturale. Riempie con autorità sale da 1500 a 2500 posti.
- Potenza: Fornisce la potenza necessaria per tagliare un’orchestra sinfonica piena nel registro medio.
- Endurance da recital: La meccanica robusta e l’accordatura stabile lo rendono ideale per tournée e recite consecutive.
In studio di registrazione
- Cattura microfonica: Si presta molto bene alla microfonatura grazie alla sua chiarezza e definizione per registro.
- Sustain: Il sustain lungo e controllabile è un vantaggio per le riprese.
- Stabilità d’accordatura: Fondamentale per sessioni lunghe, è uno dei suoi punti di forza.
In conservatorio
- Uso intensivo: Costruito per resistere a molte ore di pratica quotidiana.
- Robustezza: Meno delicato di alcuni concorrenti europei, sopporta bene l’uso didattico.
- Costo di manutenzione: I costi di manutenzione ordinaria e accordatura sono in linea con la sua categoria, ma la disponibilità di ricambi Yamaha è generalmente buona.
Verdetto professionale: per chi è adatto?
Profili target
- Il concertista itinerante che necessita di uno « strumento-soldato » affidabile in qualsiasi condizione climatica e acustica.
- Il conservatorio o l’accademia che deve dotare il suo auditorium principale di uno strumento potente, chiaro e a prova di studente.
- L’amatore avanzato con sala dedicata (minimo 70-80 m² ben insonorizzati) che cerca le prestazioni di un vero concerto a un prezzo più accessibile dell’usato premium.
- Lo studio di registrazione specializzato in musica classica e colonne sonore che cerca un suono potente, pulito e facilmente microfonabile.
- Il collezionista di strumenti iconici della storia della liuteria pianistica del XX secolo.
Chi dovrebbe passare oltre
- Il principiante o l’intermedio: sarebbe uno spreco di risorse e non riuscirebbe a sfruttarne le potenzialità.
- Chi ha un budget limitato sotto i €70.000: il costo di acquisto e manutenzione è proibitivo.
- Chi dispone di spazio insufficiente o vive in condomini senza isolamento acustico eccellente.
- Chi cerca primariamente un suono intimista, romantico e cantabile per il repertorio da salotto.
- Chi desidera tecnologie integrate di ultima generazione (Silent, player) senza interventi post-acquisto.
Checklist tecnica prima dell’acquisto
1. Stato della tavola armonica: Controllare assenza di crepe, distacchi dalle costole o appiattimento.
2. Condizione del telaio in ghisa: Ispezionare per eventuali microfessurazioni, soprattutto intorno ai perni di tensione.
3. Usura dei martelli: Valutare la profondità dei solchi e la necessità di una rigatura o sostituzione.
4. Stato delle corde: Controllare l’ossidazione, specialmente nei medi-acuti, e la solidità delle attacchiature.
5. Uniformità della meccanica: Testare la risposta e il peso di ogni tasto, segno di una buona o cattiva manutenzione.
6. Stabilità dell’accordatura: Verificare se lo strumento « tiene » l’accordatura dopo essere stato suonato energicamente.
7. Condizione dei smorzatori: Devono fermare il suono in modo netto e simultaneo su tutta l’estensione.
8. Stato della finitura: Graffi o ammaccature sono estetici, ma possono indicare trascuratezza generale.
9. Provenienza e storia: Richiedere documenti su acquisti precedenti, interventi di manutenzione importanti e ambiente di conservazione (sala vs magazzino).
10. Garanzia: Nell’usato, spesso è assente o limitata. Alcuni rivenditori specializzati offrono garanzie di 1-2 anni su strumenti revisionati.
11. Costo del trasporto e del collaudo: Preventivare diverse migliaia di euro per un trasporto professionale e il collaudo finale da parte di un tecnico di fiducia.
12. Piano di manutenzione futuro: Considerare il costo di accordature periodiche, regolazioni e eventuali riparazioni straordinarie.
13. Valore di rivendita: Il CFIIIS gode di un’ottima tenuta di valore se mantenuto in condizioni eccellenti.
14. Collaudo personale: Suonarlo di persona è imperativo. Portare spartiti di diversi periodi (Bach, Beethoven, Chopin, Debussy, Prokofiev) per testarne la versatilità.
Errori frequenti da evitare
1. Sottovalutare l’ingombro: Misurare porte, scale, ascensori e la stanza destinata ad accoglierlo prima dell’acquisto.
2. Affidarsi al solo trasportatore economico: Il trasporto di un concerto richiede attrezzature e personale specializzato. Risparmiare qui è rischioso.
3. Ignorare il controllo dell’umidità ambientale: L’umidità relativa ideale è tra il 45% e il 65%. Sbalzi eccessivi danneggiano tavola armonica e meccanica.
4. Acquistare senza un collaudo tecnico indipendente: Prima dell’acquisto definitivo, far esaminare lo strumento da un tecnico accordatore di fiducia non collegato al venditore.
5. Essere sedotti solo dal « marchio » o dal prezzo: Un CFIIIS molto economico nasconde quasi sempre costose necessità di restauro.
6. Non testare lo strumento a lungo: Una sessione di prova di 30 minuti/1 ora è minima per percepirne le reali caratteristiche sotto le dita.
7. Pensare che un concerto sia adatto a qualsiasi ambiente: È uno strumento specialistico per ambienti grandi o molto ben preparati acusticamente.
La parola dell’esperto
Lo Yamaha CFIIIS non è uno strumento dal carattere romantico e sussurrato; è un atleta, un mezzo da lavoro di precisione chirurgica. Il suo valore oggi risiede nella sua incredibile affidabilità e in una potenza sonora che pochi rivali, anche moderni, eguagliano in termini di chiarezza e proiezione. Per il pianista che si trova regolarmente a suonare in grandi sale, per l’istituzione che cerca uno strumento « a prova di bomba », o per l’appassionato con lo spazio e il desiderio di un autentico concerto a casa, un CFIIIS in ottime condizioni rappresenta un investimento musicale e finanziario ancora molto solido. Tuttavia, per chi cerca nuance più poetiche o un suono più tradizionalmente « europeo », è d’obbligo provare le alternative dirette, come uno Steinway D o un Bösendorfer 225 usati della stessa epoca. La scelta finale, come sempre, deve nascere dalle dita e dalle orecchie, non solo dalla ragione.